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Comunale
24/05/1959
h.16.00
TALMONE TORINO - S.P.A.L. 1-0 (1-0)
Talmone Torino
: Sentimenti IV, Cancian, Farina, Bearzot, Varglien III, Bonifaci, Mazzero, Armano, Virgili, Marchi, Crippa. All.: Senkey.
S.P.A.L.: Maietti, Malatrasi, Bozzao, Villa, Catalani, Dal Pos, Oltramari, Mangiarotti, Calza, Scappi, Morbello. All.: Baldi.
Arbitro: Lo Bello di Siracusa.
Reti: Virgili 28'.
Spettatori: 10.000 circa di cui 7.500 paganti.
Note: Tempo parzialmente coperto, temperatura tiepida, terreno molle e in larghe zone sdrucciolevole a causa dell'abbondante pioggia caduta; ammonito Mangiarotti per proteste, calci d'angolo 10-4 per il Torino.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 25 maggio 1959]
Il Talmone Torino ha vinto, sul proprio campo, uno degli scontri che, per la sua salvezza, era condizione essenziale che vincesse. Quale contributo al suo effettivo salvataggio questa vittoria possa recare, è cosa da vedere più tardi. Il successo in sé è stato ottenuto di stretta misura: per una rete a zero. Una rete realizzata nel primo tempo della partita dal centro avanti Virgili, un giocatore che in giornata più nera non era possibile che si trovasse. Di occasioni per ulteriormente segnare ne sbagliarono parecchie e svariate, i granata: specialmente nella prima parte dell'incontro. Non approfittarono di nessuna, in un paio di occasioni anche grazie al caso: questo, quando l'ala sinistra Crippa, portatosi in posizione di centro dell'attacco, sparava diritto, davanti a sé. Tutte e due le volte, il portiere fu colpito dal tiro, non fu il portiere stesso a parare. Nei primi quarantacinque minuti, il Talmone Torino aveva meritato di più di quanto ottenuto. Oltre all'uno a zero comunque non aveva potuto andare. Alla ripresa, il tono di giuoco dell'undici torinese calò alquanto. Un po' per il solito difetto di mirare esclusivamente a difendere il vantaggio che già era nelle mani, in vece di tendere ad aumentare il medesimo. Ma molto anche perché alcuni dei suol giuocatori davano palesi segni di stanchezza e facevano apertamente fatica a reggere fino al termine della partita. Ed allora, col cedimento dell'una squadra, si ringalluzzì e si fece avanti l'altra. Effettivamente i ferraresi si portarono meglio nel secondo tempo, specialmente nell'ultima mezz'ora. Essi attaccarono più frequentemente, a mezzo del loro terzino destro che si era portato in posizione di ala sinistra, giunsero anche a sferrare qualche tiro in porta: roba che non erano assolutamente riusciti a fare in tutta la prima parte dell'incontro. A pochi minuti dal segnale di chiusura, la Spal venne a fruire della sua occasione più bella: l'ala destra, Oltramari, venne a trovarsi al centro della prima linea, quasi di sorpresa, davanti a Sentimenti IV. Il tiro e le relative conseguenze parevano inabitabili. Il piccolo miracolo fu il terzino destro granata Cancian a compierlo. Egli piombò come un fulmine sull'avversario, arrivò a mettere il piede davanti alla palla proprio all'istante in cui il tiro stava partendo, e la sfera schizzò via, deviata a lato. E l'esito della partita fu salvo: rimase cioè quello che era, a favore dei padroni di casa. E l'attaccante Oltramari si ferì nel duro scontro. Una volta tanto, la malasorte non giuocò un brutto scherzo ai granata, proprio quando più essi non avrebbero avuto il tempo per riprendersi dalla sorpresa e ricuperare. Meglio tosi, per i granata stessi. Di pubblico, nello stadio non ve n'era molto: diecimila persone al massimo, di cui sole 7500 paganti. Non porta spettatori al Talmone Torino, né la malasorte che perseguita la squadra, né certo tipo di assemblee, di cui ognuno, a ragion veduta, ha finito per capire il substrato recondito. Il terreno di giuoco era in buone condizioni ed il tempo incerto. Il Talmone Torino ha avuto un buon inizio. Un inizio promettente, per lo meno. I granata conducevano attacchi su attacchi, e dominavano nel senso assoluto del termine. Ma gli spallini si difendevano con ordine e con bella energia, schierando in permanenza sei Montini nelle linee arretrate, e, quando il caso lo richiedeva, anche sette. Di situazioni da tiro favorevoli se ne presentavano parecchie ai torinesi, ma il centro avanti Virgili, che pareva che il giuoco non lo vedesse, le mancava tutte. Era allora che Crippa, da posizione centrale, colpiva per la prima volta, in pieno e da vicino il corpo del portiere avversario. I minuti passavano col Talmone Torino sempre nella metà campo degli oppositori, e con Bonifaci che, al solito, brillava come il miglior uomo in campo, quando, poco prima della mezz'ora, Virgili, in posizione di ala sinistra, riceveva da Crippa, accennava a chiudersi al centro, ed improvvisamente sparava alto verso l'angolo opposto della porta. La palla pareva dovesse uscire a lato, poi di colpo, o perché perdeva di forza o perché era stata colpita con effetto, disegnava una specie di angolo sulla sua sinistra, ed entrava in rete quasi a filo del montante, sorprendendo nettamente il portiere. Fu tutto, per il primo tempo: durante il quale la Spal non produsse un solo tiro in porta e non chiamò all'opera Sentimenti IV, se non per interventi di ordinaria amministrazione. Della ripresa si è già detto. I granata cedettero alquanto, ed i loro avversari giuocarono meglio. Virgili mancò ancora qualche occasione, mentre qualche compagno suo diventava lento ed incerto. E la Spal, vista la situazione, si faceva di volta in volta più audace, e, verso il termine, dopo che finalmente il terzino Malatrasi aveva tentato un tiro diretto, mancava per un soffio l'occasione di cui abbiamo detto. E l'incontro terminava su un pallone che Marchi deviava à lato, portandolo via a Morbello.