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| Filadelfia |
| 01/11/1959 |
| h.14.30 |
| TORINO - TARANTO 4-0 (1-0) Torino: Soldan, Grava, Cancian, Bearzot, Lancioni, Bonifaci, Ferrini, Mazzero, Virgili, Moschino, Crippa. All.: Senkey. Taranto: Malacari, Tagliamento, Pontrelli, Alioni, Giorgis, D'Amore, Buonoforte, Fiorindi, Biagioli, Gianmarinaro, Ferrarese. All.: Andreoli. Arbitro: Guidi di Pisa. Reti: Mazzero 43', Ferrini 49', Virgili 54', 59'. Spettatori: 18.000 circa. Note: Cielo sereno, leggera foschia, temperatura fresca e vento teso; terreno soffice, calci d'angolo 4-1 per il Torino. Cronaca [Tratto da La Stampa del 2 novembre 1959] Gli occhi fissi su quanto accadeva in campo, le orecchie tese ad ascoltare la cronaca da Praga attraverso le radio portatili, si è seguito a strappi e sussulti questo strano incontro Torino-Taranto. Mentre le due squadre facevano il loro ingresso lo speaker annunciò il goal di Lojacono in Italia-Cecoslovacchia. Gli applausi di benvenuto, per i granata e rossoblu tarantini, si fusero con entusiasmo scatenato dal vantaggio raggiunto dalla Nazionale. E un tiro a lato di Virgili trovò un contrappeso nell'annuncio di un salvataggio effettuato a un migliaio di chilometri di distanza dal portiere Buffon. La partita internazionale siè fusa così con quella di serie B, sollevando anzi gli spettatori dalla monotonia dello spettacolo minore. Nonostante il largo punteggio Torino-Taranto non è stato infatti né bello né divertente. Troppa differenza di classe e di peso agonistico tra le dite compagini. I granata avrebbero vinto largamente anche se lo sbaglio del portiere Malacari non avesse favorito il loro primo goal. I rossoblu si erano schierati senza alcun accorgimento difensivo. Manovravano abbastanza bene a metà campo, ma per l'attacco non bastava la regia dell'ex-granata Giammarinaro e nella difesa Giorgi, mediocentro di rincalzo (il titolare è Pontrelli che ieri giocava terzino per sostituire un infortunato), annaspava alle prese con un Virgili più scatenato che mai. Il Torino, quasi per colmo di ironia, aveva invece iniziato tenendo Lancioni libero, Bearzot arretrato e l'ala destra Ferrini portato sulla linea dei mediani. Come punte avanzate erano rimasti Virgili, Crippa e Mazzero. Moschino, giocava come l'anno scorso nel Novara: in posizione di centravanti arretrato, pronto a lanciare il compagno smarcato (ma ieri Moschino non era in giornata favorevole ed i suoi lanci difettavano di precisione e di forza. Dopo un quarto d'ora di gioco mister Senkey si accorse che la tattica prudenziale costituiva un omaggio troppo vistoso per la modesta pericolosità dei tarantini. Riportò le pedine granata al posto giusto e si potè assistere finalmente ad una mezz'ora di manovra aperta. Molte le fasi interessanti, ma poche le azioni conclusive se si eccettuano alcune sgroppate dell'ala sinistra Ferrarese o un pallone che ha raggiunto Ferrini in contropiede cioè in modo da non poter essere sfruttato per una deviazione in rete. Al quarantatreesimo minuto Crippa fece partire da una ventina di metri un tiro piuttosto forte. Malacari, ben piazzato, si apprestò ad un intervento di ordinaria amministrazione, ma ecco intervenire la sfortuna. Il pallone schizza via dalle mani del portiere, gli rimbalza sul viso e cade a tre passi di distanza. Li c'è Mazzero. Un tocco secco: è goal. Sia detto tra parentesi, l'interno granata più adatto al compito di manovra non gradiva molto il ruolo di attaccante avanzato. Fedele agli ordini ricevuti, era rimasto però nella zona assegnatagli. La sua prima rete di campionatosta come un premio di disciplina. Mazzero si faceva luce offrendo a Ferrini un passaggio dosato. Con un mezzo giro su sestesso il granata saettava in porta. Due a zero. Al posto delle incertezze per il risultato subentrava allora l'interesse per la battaglia personale sostenuta da Virgili per salire ancor più in alto nella classifica dei marcatori. Il centravanti del Torino, prima dell'incontro di ieri, si trovava già in testa alla graduatoria con sei reti ma alla pari con Pinti e Pistacchi della Reggiana. La. ''difesa facile'' del Taranto gli offriva l'occasione di distaccare i rivali. Virgili non desiderava altro. Al 9' su punizione calciata da Bonifaci, fermava la palla col petto e poi con rabbia, di destro, la scaraventava in rete. Al 14', su un lancio di Soldan, il centravanti scattava sul filo del fuori gioco (ma era in posizione regolare) evitava il centromediano avversario, scartava anche il portiere e da posizione molto angolata segnava il suo secondo punto (quarto per il Torino). Il giochetto non gli riusciva pochi minuti dopo, poiché Malacari con un guizzo alzava sopra la traversa. I compagni di squadra diPecos Bill venivano contagiati dalla psicosi del capo-cannoniere e per favorire Virgili finivano per lasciarsi sfuggire occasioni buone da sfruttare in proprio o per effettuare passaggi fuori tempo. Comunque, al 43', Virgili con un tiro raso terra riusciva a far passare il pallone addirittura tra le gambe del portiere avversario. Alle spalle di questi sbucava però il mediano D'Amore a salvare proprio sulla linea bianca. Cinque reti sarebbero state troppe per il Taranto e forse avrebbero creato illusioni pericolose nel Torino. La squadra va meglio, ha vinto meritatamente, ma non sempre è apparsa irresistibile. In difesa Lancioni è stato qualche volta messo in difficoltà da Biagioli e l'attacco, allorché si è trattato di rompere la cortina dello zero a zero è rimasto affidato soprattutto al solito Virgili (ma la collaborazione dei suoi compagni, di Ferrini e Mazzero in special modo, è risultata piùattiva). Il successo, ad ogni modo porta il Torino al quarto gradino nella graduatoria, la squadra ha il miglior quoziente reti del suo torneo e Virgili (8 goals in 7 partite) è più che mai capo-cannoniere della serie B. |
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