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| Filadelfia |
| 15/11/1959 |
| h.14.30 |
| TORINO - OZO MANTOVA 0-1 (0-0) Torino: Soldan, Grava, Cancian, Bearzot, Lancioni, Bonifaci, Ferrini, Mazzero, Virgili, Moschino, Crippa. All.: Senkey. Ozo Mantova: Negri, Tarabbia, Giavara, Ferri, Veneri, Longhi, Oltramari, Giagnoni, Uzzecchini, Rizzolini, Chircallo. All.: Fabbri. Arbitro: Sbardella di Roma. Reti: Rizzolini 60'. Spettatori: 12.000 circa. Cronaca [Tratto da La Stampa del 16 novembre 1959] Nel gioco del calcio non basta chiudere gli avversari nella loro area e martellarli di tiri: occorre anche segnare. Per segnare sono necessari senso della posizione, freddezza ed esperienza. Tali doti sono ieri totalmente mancate agli attaccanti granata. Cosìè stato sufficiente un riuscito contropiede dei mantovani per stabilire un clamoroso risultato a sorpresa. Tutta la partita si riassume nell'episodio del goal decisivo, segnato da Rizzolini al quarto d'ora della ripresa. Rizzolini è un elemento tecnico e abile, che ha già una sua storia sportiva, sebbene sia molto giovane. E' figlio di un ex-dirigente del Milan, ha fatto parte del Novara, giocando in coppia con Moschino, e poi è stato acquistato dall'Inter. Con le liste del primo novembre è passato in prestito all'Ozo Mantova. Ha debuttato vincendo (2-1 col Como) ed ha continuato ancora con un successo, dimostrando oltre a tutto di essere fortunato, poiché prima del suo arrivo i mantovani avevano raggranellato ben pochi punti. Al quarto d'ora della ripresa, dunque, il lungo Rizzolini, spostato in posizione di mezzo destro, è stato raggiunto da un bel passaggio di Chiricallo. Il giovane è riuscito a liberarsi di Bearzot, poi di un altro terzino - Grava ci è parso - Trovatosi finalmente a tu per tu con Soldan ha accennato a tirare verso la destra del portiere, cambiando invece direzione di mira all'ultimissimo momento. Soldan, seppur sbilanciato si è tuffato dalla parte giusta, ma la sfera è passata oltre le sue mani protese. A questo infortunio il Torino non ha saputo rimediare, nonostante un centinaio almeno di azioni offensive create nel complesso dell'incontro. Nel primo tempo più volte la linea dei terzini granata si è trovata schierata addirittura a metà campo, mentre gli altri torinesi erano più avanti ancora. La rete troppo fitta di passaggi creata dal Torino finiva però col rompersi prima o poi sul piede di qualcuno dei sette o otto (o talvolta addirittura nove!) giocatoridifensori ammassati davanti a Negri. Il Torino avrebbe dovuto allargare sulle ali e invece Crippa, in giornata poco felice, e Ferrini, frastornato dalle critiche e dai fischi di un pubblico troppo esigente nei riguardi di questo ragazzo, finivano essi pure per far mucchio al centro. I mediani Bearzot e Bonifaci non sempre tentavano il tiro da distante e non sempre erano precisi, cosicché i primi quarantacinque minuti servirono soltanto a togliere ai mantovani il timore reverenziale con cui erano scesi in campo. Una volta Mazzero scartò anche Negri, ma Longhi giunse in tempo a salvare ed in un'altra occasione Ferrini, su centro dello stesso Mazzero, per una frazione di secondo di ritardo non riuscì a deviare di testa a porta vuota. Qualche tiro a lato di Virgili, qualche buona apertura di Moschino. All'attivo dei granata null'altro da segnalare. Come si vede il molto lavoro offensivo aveva dato ben pochi risultati. La ripresa è stata, sotto il punto di vista dell'utilità, ancor più deludente. Ferrini aprì la porta alle speranze (al 5') con un perfetto tiro al volo che però Negri riuscì ad intuire ed a deviare in angolo sebbene avesse la visuale coperta, rispose Oltremari, al 6', sfuggendo ai difensori granata, ma dimostrando molta ingenuità fino a calciare debolmente addosso a Soldan. Il Torino era controsole e al 10' Soldan non potè scorgere un tiro improvviso di Chiricallo (pallone che sfugge dalle mani del portiere, rimbalza sulla traversa e viene finalmente abbrancato). L'incidente passò senza danni ma diede forse lo slancio ai mantovani per tentare il colpo a sorpresa. Come si è detto al 15' Rizzolini riuscì nell'intento, segnando. Il resto dell'incontro è stato un continuo assedio all'area del biancorossi. Al 17' il pubblico reclamò un mani di Longhi ai limiti dell'area, al 20' Mazzero segnò ma in fuorigioco, al 30' lo stesso Mazzero effettuò una magnifica girata. Sarebbe stato goal se Negri, con una vera prodezza, non fosse riuscito a deviare contro la traversa. La palla rimbalzò su Virgili che la spedì in rete a schiaffoni (e naturalmente anche questo punto venne annullato). Bonifaci, su punizione tentò di infilare la porta da distante, ma anche questo pericolo venne evitato dal bravo portiere dei mantovani. I minuti continuarono a trascorrere con identica fisionomia: un gran correre, un grande affannarsi, ma nessuna idea chiara. Il Torino è stato messo a terra dalla mancanza di esperienza dei suoi avanti. Questa osservazione non è il facile prodotto del ''senno del poi''. Anche prima della sconfitta subita ad opera dell'Ozo Mantova, addirittura all'epoca delle partite pre-campionato si era fatto notare il rischio di affidare tutte le speranze di promozione ad una prima linea in cui il ventiquattrenne Virgili fa la figura del veterano. I cinqueragazzi dell'attacco avrebbero bisogno di essere sorretti da un anziano, specialmente sotto l'aspetto psicologico più che tecnico. Nel Torino gli anziani c'erano, ma sono stati ceduti ad ogni costo. Perché? La squadra, ad ogni modo, sapr&aerave; riprendersi dalla sorpresa, e saprà evitare disavventure come quella di ieri. Contro il Mantova ha nuociuto l'eccessiva sicurezza iniziale cui ha fatto seguito il nervosismo sempre crescente man mano che il tempo passava senza che il muro difensivo dei biancorossi accennasse ad aprirsi. Va notato inoltre che l'Ozo Mantova, anche se piuttosto debole all'attacco (ha deluso in modo particolare l'ala destra Oltremari) ha avuto nel portiere Negri, nell'ex-granata Tarabbia e nel suo collega Giavarra e soprattutto nel laterale Ferri dei buoni ed efficaci elementi. Il goal in contropiede è stato per i mantovani un regalo della sorte, ma il pareggio lo avrebbero senz'altro meritato. Diceva bene, a fine gara, il presidente Giuseppe Nuvolari, della stessa famiglia di Tazio l'indimenticabile asso del volante: ''Oggi la fortuna ci ha un po' aiutato, in compenso eravamo stati tanto bersagliati dalle avversità prima..''. |
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