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| Filadelfia |
| 20/12/1959 |
| h.14.30 |
| TORINO - MARZOTTO VALDAGNO 0-0 Torino: Soldan, Grava, Cancian, Ferrini, Lancioni, Pellis, Angeli, Invernizzi, Virgili, Moschino, Crippa. All.: Senkey. Marzotto Valdagno: Servidati, Carta, Buzzacchera, Sacchiero, Porra, Schiavo, Novali, Rovatti, Mosca, Novello, Ruffoni. All.: Fattori. Arbitro: Babini di Ravenna. Reti: - Spettatori: 15.000 circa. Note: Terreno pesante a causa del disgelo, cielo bruno, temperatura rigida. Ammonito Novali, calci d'angolo 8-2 per il Torino. Cronaca [Tratto da La Stampa del 21 dicembre 1959] I sorprendenti accompagnatori del Marzotto non sono stati soddisfatti del punto ottenuto dalla loro squadra a Torino. Dicono che proporranno una multa per quasi tutti i biancoblu. (Si salveranno - pare - Servidati, Buzzecchera e Schiavo). Sostengono pure che in campo si va per dare spettacolo di gioco non per distruggere le azioni altrui e che l'incontro di ieri è stato mortificante. Come esempio di sportività e di autocritica il vicepresidente Griggio e l'allenatore Fattori rappresentano una eccezione. Tanto da apparire fin troppo severi, specie se si tiene conto di altre gare ultradifensive viste in via Filadelfia o altrove. Sarebbe bello che il campionato fosse disputato all'insegna dello spettacolo di lusso, trascurando il punteggio. Sarebbe bello, ma non avviene quasi mai. Tanto vale di chiedere indulgenza per gli atleti di Valdagno, che hanno difeso il loro pareggio anche quando il Torino aveva perso la maggior parte della sua incisività, per l'incidente toccato ad un suo attaccante. I granata erano già stati costretti a fare a meno di due pilastri del quadrilatero quali Bearzot e Bonifaci. Perché la sorte quando è avversa colpisce sempre nel punto più doloroso, tra i cinque avanti granata essa ha scelto come bersaglio ancora un atleta del centrocampo, Moschino. Al diciassettesimo minuto l'interno sinistro, mentre in area cercava di tirare in porta, urtava piede contro piede con un avversario. Con una caviglia gonfia che gli faceva male soltanto a sfiorare il pallone, Moschino è passato zoppicando all'ala. Crippa e Invernizzi si sono alternati a sostituirlo, ma non hanno le qualità o la chiarezza di idee per svolgere il compito dell'exnovarese. Crippa è un'ottima ala sinistra e niente altro; all'estrema destra rende già al di sotto del suo valore. Come interno si confonde e scompare.Invernizzi, proprio nella partita di esordio in maglia granata, avrebbe avuto bisogno di essere sorretto, non di guidare un attacco proiettato in modo slegato contro un muro difensivo. Privi di Moschino, i torinesi sono apparsi dunque senza regista e come nel gioco dei mattoni la disavventura di un solo atleta si è ripercossa sututti gli altri. Virgili, annebbiato, ha atteso invano i lanci da sfruttare con le sue caratteristiche sgroppate e, oltre a tutto, la sua mira non era certo degna di un capocannoniere della serie B; di Crippa e Invernizzi si è detto. E' rimasto il quasiesordiente Angeli, tenace e combattivomolto più di quanto non lasci presumere il suo fisico mingherlino. Alle spalle dei cinque Pellis ha lavorato molto cercando di inserirsi negli attacchi, e Ferrini ha disputato una gagliarda e tecnica partita, commettendo l'unico errore di portare spesso il pallone in avanti anziché effettuare lunghi lanci (ma a chi passare se i suoi compagni erano controllati sempre da due o tre antagonisti ciascuno ed in ogni caso non avevano sufficientemente esperienza per smarcarsi?). Oltre a Ferrini si sono distinti in retroguardia Lancioni, Grava, forse il migliore in campo, Cancian e Soldan. Il Torino, però, non aveva ieri bisogno di difensori abili, ma di attaccanti dalle idee chiare. Il Marzotto al fischio di inizio ha arretrato l'ala Ruffinoni sulla linea dei terzini, tenendo il laterale Sacchiero libero accanto al centromediano Porrà. E' apparso facile ai granata imbastire azioni offensive, ma si è trattato di una illusione; ogni tentativo veniva spezzato quando il pallone entrava in area. In tutto l'incontro poche volte si è sfiorato il goal: al 12' quando Servidati ha anticipato il colpo di testa di Angeli, al 21' su tiro di Virgili deviato da Sacchiero e bloccato con prontezza dall'esperto portiere biancoblu e al 30', allorché Pellis ha colpito la traversa. Il terzino Carta, al 37', si è scontrato con lo stesso Pellis ricevendo un colpo alla tibia, ma dopo una breve sosta all'ala ha potuto riprendere con autorità il suo posto, mentre inveceil granata Moschino, nonostante il suo coraggio dava per forza di cose un apporto sempre più evanescente, specie nella ripresa, che per lui è durata 42 minuti soltanto (è uscito in anticipo non reggendosi più in piedi). In questo secondo tempo Virgili e Angeli scesi in coppia con una bella serie di passaggi hanno creato verso il settimo minuto l'occasione migliore. Il solito Servidati e intervenuto con una bella parata. Inutile ricordare il resto della cronaca. I giocatori hanno corso molto, ma al centro del campo è rimasta una fascia sempre più larga di terra di nessuno. Né i granata né i biancoblu hanno saputo o potuto costruire in questo settore una base di partenza per le offensive. Alla fine poi tutti si preoccupavano soprattutto a difendersi per evitare sorprese negative, ed in questo lavoro Grava ha fatto valere la sua autorità. Per la prima volta forse nell'attuale torneo persino il pubblico è apparso rassegnato al pareggio. Non si è avuto così l'incitamento appassionato di vasti settori dei popolari. Tutti avevano capito che il Torino, ieri, non poteva fare di più, e al termine della gara qualcuno ha fischiato i giocatori di casa. Ora si attende il rientro degli infortunati. Per Moschino, a detta del dottor Cattaneo, vi sono poche speranze di riaverlo in squadra già domenica prossima. Il ginocchio di Bearzot verrà esaminato domani. Quasi sicuro infine il ritorno di Bonifaci. E Bonifaci - se ne è avuta la controprova ieri - conta moltissimo nel gioco granata. |
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