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| Filadelfia |
| 24/04/1960 |
| h.15.30 |
| TORINO - TRIESTINA 1-1 (0-1) Torino: Vieri, Grava, Scesa, Bearzot, Lancioni, Ferrini, Santelli, Virgili, Gualtieri, Bonifaci, Crippa. All.: Senkey. Triestina: Bandini, Frigeri, Brach, Szoke, Varglen, De Grassi, Fortunato, Puia, Secchi, Taccola, Del Negro. All.: Trevisan. Arbitro: Annoscia di Bari. Reti: Del Negro 27' (Tr), Crippa 76' (To). Spettatori: 19.500 circa. Note: Giornata di sole, terreno in perfette condizioni. Cronaca [Tratto da La Stampa del 25 aprile 1960] Punto perduto o punto guadagnato per il Torino? La partita pareva già perduta alla fine del primo tempo. In questo periodo mentre la Triestina aveva svolto il suo miglior gioco chiudendo con un bellissimo gol di Del Negro, il Torino aveva subito un duro colpo dalla sorte con la perdita di Lancioni che l'aveva costretto a rivoluzionare due reparti della squadra. L'andamento del primo tempo era stato poco rassicurante per i granata. L'incidente a Lancioni si era verificato troppo presto: al 19° minuto. Infortunatosi in un intervento su Secchi il centromediano granata era stato costretto ad uscire dal campo per ricevere le prime cure sommarie alla caviglia destra contusa. Rientrava pochi minuti dopo all'ala destra, tornava quindi ad uscire non potendosi reggere in piedi e verso la mezz'ora ritornava nei ranghi piazzandosi stabilmente all'ala zoppicante. Bearzot lo sostituiva, Ferrini andava a laterale destro e Bonifaci diventava anche lui un laterale, cioè distolto dalla sua funzione di elemento d'appoggio a centro campo. A sua volta Santelli, cedendo il suo posto a Lancioni si trasferiva alla mezz'ala. Di colpo il Torino mutava quindi la sua fisionomia. Bearzot era perduto per l'attacco, Bonifaci doveva assumere compiti prevalentemente d'interdizione e Santelli dal suo semplice gioco d'ala veniva sbalzato nella mischia al centro ove il suo temperamento già così poco lucido e il suo gioco tanto poco semplificatore, di certo non ci guadagnavano. Il Torino risentì le conseguenze dell'incidente prima nei nervi che nel gioco. Il suo primo tempo è stato confusionario, tutto a sussulti, a strappi convulsi di manovra. Già al 15° minuto, cioè prima dell'incidente, Puia era venuto a trovarsi solo ad una quindicina di metri, Vieri gli era corso incontro sia per chiudergli la visuale della porta sia perché non gli restava null'altro da fare e il triestino aveva mandato un pallonetto appena di mezzo metro più, lungo del necessario. La sfera ricadde sul tetto della rete ed il triestino dovette mordersi le unghie per tanta occasione sciupata. Al 19', come s'è detto, si verificava l'incidente a Lancioni. Il giocatore era ancora fuori quando la Triestina al 26' andava in vantaggio. L'ala sinistra Del Negro, spostatosi al centro, riceveva un bel passaggio di Secchi al limite dell'area. Del Negro era del tutto libero. Grava non aveva creduto di seguirlo ed era rimasto in zona. Avuta la palla, Del Negro faceva un mezzo giro su se stesso e con un forte tiro a mezza altezza la scagliava in rete. Nessuno aveva pensato a lui. Il Torino avvertì subito la difficoltà di dover dare una pedina di vantaggio ad un avversario così in vena come la Triestina di ieri. C'era più ordine, più assieme, più chiarezza di idee negli ospiti. La loro manovra trovava sempre gli uomini a posto, i rilanci arrivavano puntualmente a destinazione, le incursioni delle due ali Del Negro e Fortunato erano ogni volta pericolose. Il Torino opponeva a questa massa meglio fusa una azione in cui erano palesi l'ansia e il nervosismo. La partita diventò dura ed a tratti persino scorretta. Gli incitamenti della folla cadevano su di una squadra che non aveva bisogno di essere incitata. I granata sfiorarono il poi il gol con una girata di testa di Virgili su corner, sbagliò di poco Santelli su centro di Gualtieri al 40'; ci fu un momento di allarme nella difesa triestina in seguito ad un vistoso buco di Varglien ma uscì in tempo il portiere a liberare di piede e ancora poco prima della fine, su centro di Crippa, deviava alto Lancioni di testa. Alla chiusura del tempo la Triestina aveva conservato il suo vantaggio e dubbie erano le possibilità dei granata di annullarlo. Ma, come spesso avviene, la ripresa smentì le previsioni. Il Torino la iniziò caricando a testa bassa. Il suo impeto aveva una potenza d'ariete ma era più slancio che ordine, più volontà che forza costruttiva di gioco. Si ripeteva lo spettacolo di sempre. L'incitamento della folla era come una colata di materia incandescente sulla squadra. I granata avevano ributtato gli avversari nel loro campo e premevano con crescente vigore. La Triestina si era come raggomitolata su se stessa, un po' costretta dall'assalto avversario e un po' forse con il disegno di difendere la preziosa vittoria limitandosi a svolgere azioni di contropiede. L'ora della Triestina sembrò scoccare al 18° minuto appunto in una di queste manovre di alleggerimento. Taccola e Secchi sgusciarono attraverso le larghe maglie della difesa granata con azione fulminea e Becchi, avuta la palla dal compagno, si presentò solo davanti a Vieri. Il portiere ancora una volta fece quello che gli restava da fare, uscì dai pali ma il tiro lo colse a mezza strada. Tutta la folla seguì col fiato sospeso la palla saltellante lungo quei sette od otto metri che la separavano dalla porta. Se entrava era finita. Non entrò, e per un miracolo. Lentamente la palla sfiorò il montante e uscì sul fondo. Sul due a zero la Triestina non sarebbe più stata raggiunta. Salvati dal naufragio i granata ripresero il loro corpo a corpo accanito con la difesa avversaria. Un tiro di Bonifaci al 27' non era sfruttato da Gualtieri che deviava di testa fuori. Un minuto dopo su punizione ancora di Bonifaci, Virgili cercava anche luì il gol di testa ma mandava alto. Subito dopo era Szoke che salvava su tiro di Bearzot. Nell'area triestina non si respirava più, mischie tempestose vi si svolgevano. Al 30' due calci d'angolo venivano battuti contro la porta di Bandini. Il primo risultava nullo, ma gli avversari si erano ancora salvati in corner. Il secondo lo batteva Bonifaci sulla sinistrai la palla cadeva nella mischia tumultuante davanti alla porta, Crippa la raggiungeva di testa e la deviava nella rete: 31° minuto. L'incubo era finito. Pochi minuti dopo Santelli aveva sul piede addirittura la palla della vittoria a circa sei metri dalla porta e la mancò. Giallo al 41', proprio per tormentare il tifo del pubblico. Fuggiva Fortunato tallonato da Grava e Vieri ebbe da risolvere per la terza volta il quesito se uscire o no dai pali. Decise di uscire e giunse fino ad un metro dal limite dell'area buttandosi su Fortunato. Il tiro di quest'ultimo colpì in pieno il portiere, la difesa potò allontanare. I tifosi si tolsero il cappello e si asciugarono il sudore. |
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