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Filadelfia
08/05/1960
h.16.00
TORINO - CATANZARO 3-2 (2-0)
Torino
: Soldan, Grava, Scesa, Bearzot, Gerbaudo, Ferrini, Santelli, Virgili, Angeli, Bonifaci, Crippa. All.: Senkey.
Catanzaro: Da Pozzo, Raise, Claut, Tulissi, Bigagnoli, Costa, Susa, Florio, Fanello, Negri, Ghersetich. All.: Pasinati.
Arbitro: D'Agostini di Roma.
Reti: Virgili 3' (T), Bonifaci 27', 84' (T), Fanello 87' (C), Ghersetich 88' (C).
Spettatori: 9.500 circa.
Note: Giornata di sole e caldo, presenti sugli spalti numerosi e rumorosi sostenitori calabresi. Ammoniti Grava e Claut per reciproche scorretteze.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 9 maggio 1960]
Il vero risultato di questo incontro è due a zero o al massimo tre a zero, se si vuol tener conto del forte e preciso tiro messo a segno da Bonifaci a cinque minuti dal termine. Gli ultimi due goals segnati dal Catanzaro sono giunti fuori tempo massimo ai fini di ogni incertezza sull'esito della gara. Servono a confondere le idee per chi abbia avuto la fortuna di non assistere a questa scialba partita: possono far pensare ad una continua, appassionante lotta, il che assolutamente non è stato. Virgili, che ha la superstizione della maglia portafortuna numero 8, aveva chiesto e naturalmente ottenuto di indossare la casacca da interno destro, lasciando il numero 9 ad Angeli. Dopo tre minuti di gioco l'autentico centravanti granata era già riuscito a spedire un pallone alle spalle del portiere.. Dell'Inter Da Pozzo (il guardiano da rete del Catanzaro è infatti un prestito dei nerazzurri ed a metà settimana giocherà nella sua squadra di origine, nell'amichevole di San Siro contro il Brasile). E' facile immaginare come il punto realizzato da Virgili abbia spianato la strada del Torino e complicato la posizione dei suoi avversari. I calabresi - che in realtà sono quasi tutti veneti, come il loro bravo allenatore Pasinati - erano partiti di slancio. Il loro schieramento adottato contemplava Bigagnoli difensore volante ed i due mediani laterali attaccati a Virgili e Angeli, i quali tra i granata applicavano la tattica del doppio centravanti. In pratica però il Catanzaro aveva iniziato cercando di prendere in velocità gli avversari. In tre minuti ha ottenuto un corner e - caso paradossale - questo gli è stato fatale. La palla veniva infatti rinviata da Grava, toccava Ferrini e viaggiava verso Angeli. Una classica azione in contropiede. E' parso che la lunga corsa del numero 9 granata dovesse smorzarsi per un intervento di Bigagnoli o Raise, ma un passaggio in extremis di Angeli metteva in movimento Virgili. Un primo tiro era respinto con un braccio - ci è parso - da Raise. Neppure il tempo di domandarsi se il ''tocco'' fosse stato volontario o meno. Lo stesso Virgili riprendeva e con l'estcrno del piede - il classico shoot del capocannoniere della B - scaraventava in rete. Dopo questo episodio la gara prendeva subito l'andamento che - ahimè - doveva mantenere fino al termine. Il Torino controllava gli avversari e questi, tecnici nel gioco individuale, ma poco incisivi creavano molti calci d'angolo, ma neppure una minaccia per Soldan. C'era sole, un cielo sereno e si era tutti portati a distrarsi. Soltanto il gruppo entusiasta dei fedelissimi granata alcuni dei quali giunti perfino da Milano non ha smesso un istante di incitare la squadra, controbattuto con pittoresche espressioni dai calabresi residenti in Piemonte (faceva caldo, si è detto, ed i tifosi del Catanzaro erano così divertenti che non si sono quasi avuti episodi burrascosi sugli spalti). L'arbitro si è dato da fare ad ammonire Claut e Grava per uno scontro, Santelli ha indovinato uno e purtroppo quasi unico suo bel tiro di sinistro al 17' (pronta la parata di Da Pozzo) e al 28' il Torino ha messo in porto il risultato. Una punizione per fallo di Bigagnoli su Angeli veniva battuta da Bonifaci da posizione molto angolata sulla destra dello schieramento granata. Crippa trovandosi sulla traiettoria respingeva involontariamente, ma la sfera ritornava a Bonifaci. Con rabbia, quasi, il francese la rispediva a rete. Un colpo molto bello e imparabile. Accennato ancora ad un eccezionale intervento di Da Pozzo su tiro fortissimo di Bearzot, si può tranquillamente omettere il resoconto della parte centrale del confronto e giungere ai cinque minuti che hanno preceduto la fine. Al 40' della ripresa Virgili offriva a Bonifaci un passaggio quale il capocannoniere avrebbe desiderato ricevere egli stesso per aumentare il bottino nella graduatoria dei marcatori. In corsa il francese avanzava ancora di un paio di metri e con una stangata a fil di traversa otteneva il suo secondo goal della giornata. Tutto finito (pareva), ma ecco che tre minuti dopo Fanello spinto da tergo mentre sta per calciare, l'arbitro fischia il penalty. Avanzavano Ghersetich, per battere la punizione e Ferrini, per indicare a Soldan la zona in cui presumibilmente il bolide sarebbe stato indirizzato. Ghersetich e Ferrini sono stati colleghi nella Ponziana e l'attuale granata ricorda il bersaglio preferito della ventitreenne ala sinistra del Catanzaro. L'indicazione evidente mente non era errata poiché Soldan, gettatosi in tuffo sulla sinistra, sfiora il pallone. Il tiro però era fortissimo: rete 3-1. Mentre si recupera il tempo perso per uno scontro tra Crippa ed un avversario (due o tre minuti di gioco fermo) su un calcio d'angolo i difensori granata si distraggono. Susan centra e Fanello di testa devia in porta. Per evitare sorprese negli ultimi trenta secondi la palla al centro viene passata all'indietro. Grava inizia una discesa verso il proprio portiere e Soldan non è certo (e giustamente) un fulmine nel rinvio. Il tempo scade e l'arbitro fischia l'alt. Il Torino esce applaudito. Il suo primato in classifica appare sempre saldo e la squadra è alla ventiquattresima partita utile consecutiva in campionato. Ieri si sono distinti Soldan, Virgili e il tenace Gerbaudo. Bonifaci ha alternato belle azioni a pause nel ritmo, segnando in compenso due volte con tiri tanto forti quanto precisi, Ferrini la ''grande promessa di questo campionato'' è apparso invece stanco. Tra i calabresi bravi Da Pozzo, Ghersetich e soprattutto Florio, la mezz'ala tecnica, ma troppo personale. Fanello era stato preceduto dalla fama di probabile centravanti del Milan per la prossima stagione. Il fornaio di Pizzo Calabro ha il senso del goal e tratta bene il pallone: nel dribbling però allarga invece di puntare diritto alla rete. Ieri poi non doveva trovarsi in perfette condizioni se ha giocato con una gamba coperta da vistosa fascia elastica. Nel complesso una gara di molto ordinaria amministrazione. Uno sportivo, che sabato aveva seguito per televisione la finale della Coppa inglese tra il Wolverhampton e il Blackburn dice, uscendo: ''Anche da noi si gioca come in Inghilterra''. Tutti sanno di che qualità sia stato l'incontro di Wembley. Il paragone non era un complimento.