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Filadelfia
22/05/1960
h.16.00
TORINO - MESSINA 0-0
Torino
: Vieri,Grava, Cancian, Bearzot, Gerbaudo, Ferrini, Mazzero, Virgili, Gualtieri, Bonifaci, Crippa. All.: Ellena.
Messina: Zappetti, Cardillo, Stucchi, Melonari, Bosco, Bettini, Regalia, Bredesen, Alicata, Ciccolo, Barbieri. All.: Arcari.
Arbitro: Roversi di Bologna.
Reti: -
Spettatori: 23.000 circa.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 23 maggio 1960]
Lasciamo all'appassionato pubblico di Torino il giudizio su questa strana partita: ha fischiato i giocatori granata, ha applaudito gli ospiti del Messina, ha clamorosamente protestato contro i dirigenti del sodalizio torinese. Su quest'ultimo episodio non è possibile discutere, anche perché sarebbe difficile spiegare come si rosso far ricadere sui membri del consiglio direttivo l'attuale scarso stato di forma di molti atleti. Forse gli episodi, marginali dei giorni scorsi, le discussioni e certe decisioni (ad esempio l'allontanamento di Senkey a quattro settimane dalla fine del Torneo) devono aver creato nei tifosi uno stato di disagio, che è esploso con una certa violenza quando lo 0 a 0 con il Messina è diventato un fatto concreto. Abbiamo visto allora alcuni spettatori voltarsi minacciosi verso la tribuna d'onore, abbiamo udito insulti crudeli. E la manifestazione ostile è durata anche dopo la gara, come conferma di un disappunto che non era dettato da un risentimento momentaneo ma da uno stato d'animo che ha ragioni ben più profonde. Si diceva all'inizio che è difficile giustificare questa ostilità dei tifosi verso i dirigenti della squadra che forma la ragione della loro passione, ma è certo che qualcosa deve essere successo per rompere lo equilibrio e l'accordo che prima esistenza. E' bene non dimenticare che la situazione generale non giustifica questo rancore perché, la compagine granata, sia pure in condominio con il Lecco, continua a comandare la classifica, e la promozione in serie A deve ritenersi certa. E' dovere comunque dei responsabili non lasciare niente di intentato per ritrovare l'accordo di un tempo e per riportare la serenit&earave; nell'ambiente, condizioni necessarie per tornare presto alla normalità. Non è coi dissensi, che si superano le difficoltà di ogni giorno, ed il Torino attuale (ci pare inutile nasconderlo) ha parecchi problemi da risolvere. La prova sostenuta ieri daigranata ha messo in luce pecche e difetti gravi: i migliori sembrano stanchi e sfiduciati, gli altri accusano il peso di una attività forse troppo intensa. La squadra intera vive così alla giornata, la manovra è appena abbozzata, ad un errore segue un altro errore. Tutto via male: Virgili non azzecca un solo tiro, Bonifaci, sbaglia anche i passaggi facili, Gualtieri conferma di non essere ''maturo'' per giocare in prima squadra. Anche la difesa accusa sbandamenti: Gerbaudo è un combattente generoso ma manca d'autorità, Grava e Bearzot sentono più degli altri il caldo e la stanchezza, Ferrini spreca troppe energie con l'abitudine di portare la palla. In breve: il Torino ha bisogno che il campionato finisca presto.. Il Messina ha meritato questo pareggio; è una squadra modesta ma i suoi giocatori, spinti dalla necessità di non perdere per evitare la retrocessione, hanno combattuto generosamente, senza risparmiare energie. Potevano anche vincere, ma Ciccolo (al 31' del primo tempo su passaggio di Bredesen) e Barbieri (al 37'della ripresa dopo aver scartato anche il portiere) hanno sbagliato due goals che parevano già fatti. Due occasioni clamorose, cui fa riscontro un solo episodio interessante in campo granata, episodio successo al 28' del primo tempo, quando Bonifaci con un tiro diagonale ha superato il portiere Zappetti, e la palla è stata respinta di testa dai mediano Bettini, appostato proprio sulla linea di porta. Fatti marginali di un gioco che non aveva né estro né continuità. Così il risultato di 0 a 0 deve intendersi giusto. Ed è appunto per questo che il pubblico ha clamorosamente reagito al pareggio. Il Messina è squadra che lotta per non retrocedere in serie C, il Torino guida da mesi la classifica e vanta diritti legittimi alla promozione. E' possibile considerare le due compagini sullo stesso piano tecnico e di rendimento? E' logico questo? Bisogna convenire che qualcosa non funziona nel complesso, qualcosa di importante, che bisogna scoprire ed eliminare. Sarebbe troppo facile far scendere il tutto a fattori esterni. I dirigenti devono riportare la serenità, mentre Ellena, rimasto unico responsabile della conduzione tecnica, deve studiare le cause di questo non gioco e provvedere di conseguenza. I problemi dell'assetto della squadra per il prossimo campionato saranno esaminati e risolti più avanti, quando la febbre di questo infuocato finale sarà scemata. Giovedì sarà di scena, in via Filadelfia il Catania per una partita di grande importanza. Il Torino saprà superare il difficile avversario? Sarà la prova d'appello.