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| Filadelfia |
| 26/05/1960 |
| h.16.00 |
| TORINO - CATANIA 1-1 (1-1) Torino: Vieri, Grava, Cancian, Bearzot, Gerbaudo, Ferrini, Mazzero, Bonifaci, Virgili, Ferrario, Crippa. All.: Ellena. Catania: Gaspari, Michelotti, Bonci, Ferretti, Grani, Corti, Macor, Caceffo, Buzzin, Biagini, Morelli. All.: Di Bella. Arbitro: Campanati di Milano. Reti: Caceffo 25' (C), Virgili 32' (T). Spettatori: 25.000 circa. Note: Il Torino è matematicamente promosso in serie A. Cronaca [Tratto da La Stampa del 27 maggio 1960] Una partita, per narrare la quale dovrebbero bastare poche parole, tanto povera essa è stata di contenuto tecnico. Sarà stato il ricordo della bella esibizione tecnica a cui si era assistito la sera precedente, sarà stato lo spettacolo offerto dalle due squadre della giornata, nervose, incerte e confusionarie, ma l'incontro, che poteva dire molte cose di importanza, ha finito per non dire nulla. Particolarmente, quel primo tempo in cui il risultato si concretò sull'uno a uno, fu una cosa sconsolante. Le sole cose belle che la giornata ha prodotto, sono dovute al tempo ed al pubblico. C'era sole e calore sul campo - fin troppo di questo ultimo - e di spettatori ve ne erano tanti da riempire quasi l'intero recinto. Non per avvilire nessuno, ma il primo tempo è stato una cosa pietosa. Il Torino si dava d'attorno, ma lavorava a sproposito. Pareva che i suoi giuocatori avessero ingoiato del tossico. Lenti nel concepire e nell'entrare in azione, essi sbagliavano regolarmente i passaggi e nella direzione e nella misura, non o marcavano nessuno, intervenivano sempre in ritardo sull'avversario, e, principalmente in prima linea non ne azzeccavano una: la strana composizione del reparto già non le permetteva di fare molto giuoco, ma la cattiva disposizione degli uomini rendevano, a tratti, la situazione addirittura grottesca. Al confronto i catanesi apparivano più svelti, più veloci e più intraprendenti, fissi si difendevano con accortezza, ma l'impressione favorevole era dovuta, più che ad ogni altra cosa, alla libertà di posizione e di azione che loro concedevano i torinesi. Questi ultimi, la metà campo non la guernivano affatto, di modo che ogni volta un giuocatore o due del Catania comparivano liberissimi nella ''zona di nessuno'', potevano inscenare tutte le avanzate che volevano. Buon per i granata, che al momento culminante delle azioni, il senso di penetrazione degli ospiti scompariva del tutto. Questo primo tempo, che fu di gran lunga il peggiore dei due, fu quello che diede corpo al risultato. Segnò per primo il Catania. Ferrini, in un tentativo di rinvio sui bordi della sua area di rigore, si attardava un istante sulla palla. Dal ripicco derivatone con un avversario, la palla schizzava di qualche metro a lato. Su di essa piombava la mezz'ala Caceffo e sparava rasoterra infilando di precisione l'angolo basso della rete sulla destra di Vieri. Il quale non vide affatto il tiro in partenza. Pochi minuti appresso, il centromediano Grani sbagliava l'intervento su un pallone alto. Virgili filava via da solo, in piena corsa faceva partire una gran legnata, e batteva nettamente Gaspari. Alla ripresa, dopo alcuni minuti di incertezza, il giuoco migliorava alquanto per il Torino. Tre discrete occasioni si presentarono a Ferrario, e questi le sbagliò tutte per aver voluto far partire la gran cannonata invece del tocco preciso. Due o tre altre volte, i granata videro la sorte schierarsi loro contro, ed una gran parata del portiere siciliano neutralizzò una deviazione di testa di Ferrario che questa volta avrebbe potuto ottenere il successo. Leggera superiorità dei padroni di casa, nel complesso della partita, ma risultato giusto. L'esito di parità, visto quanto successo altrove, basta del resto per assicurare al Torino quella promozione che, tutto calcolato, esso si merita. |
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