WWW.ARCHIVIOTORO.IT
info@archiviotoro.it
errori@archiviotoro.it
Comunale
23/05/1965
h.16.00
TORINO - BOLOGNA 5-0 (2-0)
Torino
: Vieri, Poletti, Buzzacchera, Puia, Rosato, Ferretti, Meroni, Ferrini, Hitchens, Moschino, Simoni. All.: Rocco.
Bologna: Spalazzi, Capra, Pavinato, Furlanis, Tentorio, Turra, Maraschi, Perani, Nielsen H., Haller, Pascutti. All.: Bernardini.
Arbitro: Campanati di Milano.
Reti: Hitchens 11', 73', Simoni 34', 71', Meroni 75'.
Spettatori: 19.902 di cui 13.700 paganti per un incasso di 14.547.500 lire e 6.202 abbonati.
Note: bella giornata di sole, campo in ottime condizioni, calci d'angolo 10-4 per il Torino, ammonito Poletti.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 24 maggio 1965]
Cinque goals del Torino al Bologna, e potevano anche essere di più, tanto che il risultato, anche se netto da apparire addirittura.. tennistico, non rispecchia con esattezza la differenza dei valori sui due opposti campi. Reso merito al Torino ed alla sua indiscussa superiorità, conviene ricordare come la squadra campione sia venuta in Piemonte senza molte pretese, con una formazione ridotta per troppe riserve (assenti Negri, Rado, Tumburus, Janich, Fogli e Bulgarelli), con un portiere esordiente, con Haller e Nielsen freddi e distaccati dal gioco dei compagni, con Pascutti fischiatissimo come sempre ma assai più remissivo che in altre occasioni. Questo Bologna quasi attenua i meriti dei granata, che hanno giocato una buona partita, conclusa con un trionfo che non ammette discussioni, perché le deficienze degli avversari non devono certo essere imputate ai torinesi. Una partita facile dunque, che gli uomini di Rocco hanno ben presto controllato con la sicurezza di chi sa di non correre rischi. Al 12' i granata erano già in vantaggio grazie ad un'azione di contropiede: la iniziava Meroni, la sviluppava Simoni e la concludeva Hitchens con un tiro diagonale, che sorprendeva nettamente il giovane portiere Spalazzi. Gli attaccanti granata (in maglia bianca per la circostanza) hanno continuato a giocare con disinvoltura, e se altre reti non sono venute molto presto, lo si deve al caso, o agli errori di Hitchens e addirittura del terzino Poletti, lui pure trasformatosi improvvisamente in uomo di punta. I contropiede rossoblu erano condotti senza decisione; Haller, che aveva iniziato con sufficiente volontà, s'era già appartato, Nielsen giocava a nascondersi, Perani non ha il passo della mezz'ala, ed averlo rischiato al posto di Bulgarelli deve essere considerato uno sbaglio. Il secondo goal è venuto al 35' con un rapido scambio Moschino-Hitchens: puntata dell'inglese con Spalazzi, che parava a mani aperte, perdendo naturalmente la palla che Simoni deviava in rete: 2 a 0, risultato ormai deciso. Nella ripresa i bolognesi tentavano qualche affondo e per un quarto d'ora hanno dato l'impressione di poter reggere il confronto, anche se il loro gioco era quanto di più approssimato si possa vedere su un campo di calcio. E' bastato però che i granata accelerassero il ritmo sia pure per pochi minuti perché la sconfitta emiliana assumesse il carattere del disastro. Al 27' Ferretti serviva egregiamente Simoni sullo, sinistra, l'ala scattava mentre i rossoblu si fermavano reclamando il fuori gioco; il duello Spalazzi-Simoni si risolveva facilmente a favore dell'attaccante. Un minuto dopo (28') avanzava anche Buzzacchera come ala destra e dava al centro un pallone che Hitchens depositava in rete mentre il por- tiere era ormai fuori causa. Al 31' manovra Hìtchens-Simoni-Meroni e goal facile dell'estroso Meroni, che ha avuto tempo di fermare la palla, di prendere la mira e di tirare. Faceva cinque a zero, un punteggio che da anni i torinesi rincorrevano. Gli annuari del calcio (parliamo del Torino di serie A escludendo il triste anno in cui la squadra era in B) portano la ricerca di altri risultati così clamorosi sino alla stagione 1955-56, quando vennero le vittorie casalinghe con la Pro Patria per 6 a 0 e con la Triestina per 5 a 0. Statistiche a parte, rimane la bella e franca vittoria che porta l'undici granata verso la definitiva conquista del terzo posto in classifica; un ritorno alle spalle delle grandi, segno che i dirigenti hanno visto bene ed operato giusto al momento della campagna acquisti e cessioni. Perché il Torino possa tornare definitivamente in lizza per le primissime posizioni occorre però ancora un piccolo sforzo. Non sappiamo se i responsabili del sodalizio vorranno rischiare altre decine di milioni nel terribile mercato estivo dei calciatori, certo l'opera di rifare grande il Torino è in via di compimento. Non si può dire che la squadra sia perfetta né è vasto il parco delle riserve, però potrebbero essere sufficienti due innesti indovinati. In difesa anche ieri tutto ha funzionato bene, all'attacco invece si è, visto come occorra un centrocampista di vaglia ed un uomo-goal, che sappia sempre sfruttare le azioni coordinate dei compagni. Non solo contro.. un mezzo Bologna con in porta l'emozionato Spalazzi, ma anche contro avversari di maggior elevatura e assai più decisi dei rossoblu. Simoni continua a meravigliare per la concretezza della sua azione, c'è sempre, risponde ad ogni chiamata con la certezza di chi sa quello che vuole. Ferrini pare in ripresa, né può essere sottovalutata l'opera di Meroni che è strano quando vuole fare tutto da solo, ma risulta invece efficacissimo se si decide a servire i compagni con la prontezza e la precisione di cui è capace. Meroni può diventare un vero campione, ma dovrà abbandonare certi atteggiamenti da ''superasso'' che nuociono al rendimento suo e della squadra. In questo senso Rocco dovrà lavorare ancora molto. Il Bologna di ieri non può essere giudicato, ma deve essere criticato. Da una formazione con troppe riserve non è possibile pretendere il bel gioco, ma un po' di carattere, di decisione, di volontà, si deve pur vedere. Che combattano i Furlanis ed i Pavinato non stupisce, desta meraviglia invece l'acquiescenza di Haller, di Nielsen, di Maraschi e di qualche altro. Tentorio, Turra, Capra, sono elementi di possibilità limitate, e così dicasi del portiere Spalazzi, che ricorderà amaramente questa giornata di esordio in serie A, ma che ha fatto Nielsen? Perché Haller non ha mai rischiato un affondo? Un Pascutti così tranquillo serve al Bologna? Risponda Bernardini, perché nessun altro commento è possibile. Il Bologna sta attraversando una crisi di gioco veramente grave, che solo in parte può essere giustificata dalle assenze di Bulgarelli e di Fogli, che del complesso sono senza dubbio ''i cervelli ragionanti''. A questo punto del torneo i tecnici devono tirare le somme e stilare i consuntivi. Il Bologna, ieri almeno, è parso in grave difficoltà.