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Comunale
25/05/1975
h.16.00
TORINO - ROMA 3-0 (2-0)
Torino
: Castellini, Lombardo, Salvadori, Mozzini, Cereser, Agroppi, Graziani, Mascetti, Sala C., Zaccarelli, Pulici. A disposizione: Manfredi, Ferrini, Callioni. Roccoteli, Quadri. All.: Ellena e Sentimenti III.
Roma: Conti P., Negrisolo, Rocca, Cordova, Santarini, Cavalieri, Conti B. (al 46' Penzo), Morini, Prati, De Sisti, Speggiorin. A disposizione: Ginulfi, Liguori, Sandreani, Curcio. All.: Liedholm.
Arbitro: Michelotti di Parma.
Reti: Graziani 12', Pulici 20', Zaccarelli 66'.
Spettatori: 12.796 per un incasso di 35.240.250 £.
Note: Terreno scivoloso in seguito alla pioggia caduta in mattinata, serata fresca con temperatura al di sotto delle medie stagionali. Ammoniti Negrisolo, Morini, Cordova, Prati e Santarini, tutti per proteste. Presente in tribuna Gigi Radice, futuro tecnico del Torino.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 26 maggio 1975]
Dire che a Cagliari e (prima ancora a Varese) faceva caldo, e che ieri l'aria del Comunale era decisamente sul fresco, sarebbe un modo troppo semplicistico per spiagare la trasformazione del Torino dalle ultime gare di campionato al pirotecnico esordio In Coppa Italia. Ed occorre andare oltre al risultato (un 3 a 0 che poteva essere sei a zero, vista la tattica suicida della Roma che ha fatto il possibile per concedere spazio al contropiede avversario), perché i granata sono parsi davvero trasformati sul plano della tenuta atletica, della concentrazione, della accortezza tattica, dell'Impegno costante nella ricerca della manovra. Posto che Ellena e Ciccio Sentimenti non sono dei guaritori arrivati da Manila, va da sé che è scattato qualcosa nel cervello di Sala, Zaccarelli e colleghi. Fossimo al posto del presidente Pianelli, non sapremmo se gioire sino in fondo oppure arrabbiarci per la sonante vittoria di ieri: almeno per quanto riguarda la resistenza atletica, il Torino è parso tanto brillante da confortare l'impressione che alcuni dei prodi granata non si siano dannati l'anima nelle gare che li hanno visti scivolare al di fuori della zona Uefa. Nessuna pretesa di entrare nella testa del prossimo, ma i calciatori li conosciamo abbastanza per sostenere che quando scattano certe molle negative le squadre vanno alla deriva, e che nel contempo basta un colpo di timone per raddrizzare la rotta. Ed il Torino ieri è stato rimesso in quadro da un doppio colpo di timone: non c'era più Fabbri in panchina, e c'era da impressionare Gigi Radice, presente in tribuna d'onore per la prima presa di contatto con la sua squadra di domani. Ellena e Sentimenti hanno fatto il resto, raccomandando al granata di rimanere il più possibile con i piedi per terra, ovvero di sfruttare al massimo le caratteristiche del singoli. Così il Torino ha praticamente rinunciato a portar palla nella zona di centrocampo, lasciando che nella fascia centrale si sbizzarrissero pure i giallorossi a far le belle statuine, per attenderli sui tre quarti con uno sbarramento ferreo che aveva in Sala e Zaccarelli due giocatori letteralmente trasformati: da spesso sin troppo leziosi palleggiatori a uomini, dal takle ferreo, pronti a far correre le punte con lanci lunghi che tagliavano la difesa glallorossa (priva di Batistoni e Peccenini, il che spiega il disagio delle marcature su Pulici e Graziani) con facilità Irrisoria. Un Torino pratico ed aderente alla realtà quanto mai, e se si unisce alla azzeccata disposizione tattica l'energia improvvisamente risgorgata da chissà quale fonte misteriosa si arriva alla spiegazione della partita, e del secco meritatissimo risultato favorevole. Difensori e centrocampisti hanno costituito una barriera che ha praticamente tagliato fuori Prati dai ccmpagni (ed il bomber romanista ha trovito come ultimo baluardo un rientrante Mozzini di nuovo in palla), ed ha invischiato gli avversari senza concedere loro spazio per il tiro. Sala nel ruolo di incontrista e suggeritore ha disputato una gara esemplare; è partito in slalom solo a ragion veduta, per il resto ha fiondato palloni magnifici. Zaccarelli si è adeguato, limitando anch'agli gli affondi all'essenziale. Se fosse possibile contare su loro prestazioni di questo tipo nell'arco di una stagione, molti discorsi sul centrocampo granata andrebbero riveduti. Sarà compito di Radice capire (in relazione alle sue idee sugli schemi di gioco, beninteso) quale garanzia di continuità possono dare elementi che ieri hanno giocato come raramente per la squadra, per favorire le punte senza chiedere loro recuperi ai quali non sono naturalmente votate. I gemelli del gol, hanno fatto da guastatori, ma per una volta i loro meriti sono inferiori al resto del compagni, fra i quali con Sala e Zaccarelli (ben appoggiati da Mascotti e da Agroppi) ha fatto spicco Salvadori, un elemento che con il rientro di Santin dovrebbe essere stabilmente utilizzato In mediana per poter, avere un quadro definitivo delle possibilità del Torino attuale. La Roma di fronte ad un avversarlo tanto pratico ed efficace ha fatto una ben magra figura: con la loro condotta tattica scriteriata gli uomini di Liedholm limitano il valore delle pur giuste proteste nel confronti dell'arbitro Mlchelotti, che li ha maltrattati in qualche occasione anche se il suo operato non poteva pesare su una battaglia apparsa subito impari. L'avvertimento per la Roma, e l'annuncio delle nuove attitudini del centrocampo granata, sono arrivati dopo soli quattro minuti. Zaccarelli ha vinto un takle, e con una botta di trenta metri ha messo la palla davanti a Pulici e nello spazio vuoto davanti al portiere Conti. Tornato ciclone, Pulici scattava e faceva partire una botta radente che rimbalzava contro Il montante. Era come la locandina di uno spettacolo destinato a numerose repliche. I giallorossi cercavano di controbattere con il loro fraseggio fitto, ma al 12' erano anche sfortunati ed andavano in svantaggio. C'era uno scontro Pulici-Rocca sulla linea laterale, la palla finiva fuori toccata dal romanista il quale però faceva qualche passo e crollava a terra tenendo fra le mani il polpaccio sinistro dolorante. Mlchelotti non interveniva, il Torino effettuava la rimessa laterale, partiva Sala in dribbling malgrado il duro intervento di Negrlsolo e sul centro radente del numero 9 era Graziani a deviare in rete. I giallorossi protestavano, Cordova veniva ammonito, Santarinl aveva una reazione rabbiosa su Sala e finiva pure lui nell'elenco dei cattivi sul taccuino di Mlchelotti. Otto minuti ed il Torino come da copione andava di nuovo in gol. Ancora il tema Zaccarelli-Pulici (con dieci metri di lancio in più, stavolta) scatto pronto del goleador con i giallorossl interdetti e propensi ad un inesistente fuori gioco (l'attaccante era partito dopo il passaggio), pallonetto beffardo e preciso alle spalle del portiere In uscita. Per la Roma era la fine, ma il Torino non si lasciava attrarre da avventure mantenendo ben chiusa la barriera di centrocampo. Giorgio Morini, generoso e duro, tentava vanamente di scuotere i compagni; Sala sul fronte opposto vinceva contrasti in serie e proponeva temi offensivi. In appoggio alle punte si sganciava spesso sulla destra con ottima scelta di tempo Salvadori. L'ingresso di Penzo al posto di Paolo Conti non giovava alla Roma, nella ripresa. Il 3 a 0 arrivava al 66' di gioco al termine di una manovra che partiva dalla rimessa con le mani di Castellini, proseguiva con il lancio di Salvadori per Pulici, con il colpo di testa di questo per Graziani che scattava sulla destra per centrare poi rasoterra sull'accorrente Zaccarelli che batteva sul tempo Conti. Tanto bello da non parere vero, roba da allenamento più che da gara ufficiale. Ma era giornata così (e ci stavano altri gol, falliti di poco) per il Torino. I tifosi granata che non hanno avuto fiducia, hanno perso una grossa occasione di rifarsi di tante amarezze.