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Comunale
10/04/1977
h.15.00
TORINO - CATANZARO 3-1 (2-1)
Torino
: Castellini, Santin, Gorin, Sala P. (all'80' Cantarutti), Mozzini, Caporale, Sala C., Pecci, Graziani, Zaccarelli, Pulici. A disposizione: Cazzaniga, Butti. All.: Radice.
Catanzaro: Pellizzaro, Silipo, Bonelli, Braca, Ranieri, Maldera, Arbitrio, Improta, Sperotto (all'86' Vichi), Nicolini, Nemo. A disposizione: Novembre, Mondello. All.: Di Marzio.
Arbitro: Prati di Parma.
Reti: Pulici 23' rig., 44' (T), Arbitrio 40' (C), Sala C. 76' (T).
Spettatori: 39.722 di cui 16.498 abbonati e 23.224 paganti.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 12 aprile 1977]
Gigi Radice è parzialmente soddisfatto della prova offerta dal Torino nella vittoriosa partita con il Catanzaro e, per quanto cerchi di mascherarlo, appare un po' deluso per il mancato aggancio con la Juventus al vertice della classifica: Il netto successo sulla Fiorentina-baby consente ai bianconeri dì conservare il punto di vantaggio sui campioni d'Italia che, ad onta del meritato 3-1, hanno faticato più del previsto per frantumare il bunker dei calabresi. Nel primo tempo si è fatto l'indispensabile - commenta Radice -. Dopo il 2-1 c'era un po' di svogliatezza, Improvvisamente non siamo più riusciti a trovare certi stimoli. L'unico appunto che posso rivolgere ai granata è di aver dato l'impressione di non tenere le redini di una partita che .in realtà, avevano in pugno. Potevano fare di più ma una vera causa non c'è: sotto il profilo dell'impegno complessivo vanno elogiati e non erano certo condizionati dal tabellone luminoso che riportava il risultato della Juventus a Firenze. Comunque il terzo gol di Claudio Sala ha chiuso la questione e nel finale si è giocato in scioltezza. Considerando che il Catanzaro era rimasto In dieci per l'espulsione di Silipo, ha deciso di premiare Cantarutti facendolo esordire in serie A, per una decina di minuti, al posto di Patrizio Sala. Per quanto riguarda la classifica, la situazione poteva essere migliore ma il 3-1 della Juve non mi sorprende. Graziani ammette che il Torino ha reso al cinquanta per cento delle sue possibilità, perché queste partite, contro avversari di bassa classifica, difficilmente si riesce a giocarle al massimo. Il centravanti aveva stilato una tabella-scudetto in cui prevedeva una vittoria della Juventus a Firenze e prende atto di aver azzeccato il pronostico: ''La Juventus è una grossa squadra - aggiunge Graziani - una "vecchia volpe". Potrà perdere qualche colpo nelle trasferte di Perugia e di San Siro con l'Inter. Noi, ovviamente, ci contiamo''. Grazianiè rimasto a secco in fatto di gol per la settima domenica consecutiva, ma ha propiziato il rigore che, trasformato da Pulici al 22', ha consentito al Torino di aprire una breccia nella nutritissima trincea del Catanzaro e di passare temporaneamente in vantaggio. Il rigore era scaturito da una discussa azione. Su un cross spiovente dalla destra di Patrizio Sala, saltavano contemporaneamente Pellizzaro, Ranieri e Graziani. Nel grappolo si notava il portiere effettuare una deviazione difettosa perché ostacolato da Ranieri che, nell'urto con Graziani, gli era finito addosso travolgendolo. La sfera, recuperata sul fondo da Claudio Sala, perveniva a Graziani che si portava sul centro area e, fra le maglie strettissime delia difesa avversaria, trovava uno spiraglio per calibrare un pallonetto a fil di palo: Silipo non aveva scelta e con una mano allontanava. L'arbitro indicava il dischetto mentre i giallorossi lo attorniavano protestando vivacemente per il fallo precedente di Grazlani ai danni di Ranieri e Pelllzzaro. Prati ammoniva Maldera e Silipo e non modificava la propria decisione: con una bella finta, Pulici realizzava. Il gol ed altre interpretazioni del direttore di gara avevano una coda polemica negli spogliatoi del Catanzaro dove il presidente avvocato Ceravolo minacciava addirittura di dimettersi a fine stagione: ''Le piccole società debbono subire gli interessi delle grandi - diceva -. Gli sportivi non possono assistere a certe cose. Prima del rigore c'era un fallo sul portiere ed abbiamo rimediato due ammonizioni. Nessun granata, viceversa, è finito sul cartellino dell'arbitro mentre uno avrebbe dovuto essere addirittura espulso per un fallaccio che poteva anche rompere una gamba ad un nostro giocatore. Senza dimenticare che, in apertura di ripresa, Nemo è stato messo giù in area e l'arbitro ha dato punizione contro di noi: se Nemo ha simulato, perché non è stato ammonito? Ho creato praticamente io il Catanzaro che presiedo da un trentennio ma a questo punto non mi diverto più: è arrivato il momento di dire basta''. Lo sfogo di Ceravolo ci sembra un po' eccessivo e ci auguriamo che il presidente ci ripensi e non si lasci trascinare dal vittimismo. Anche Di Marzio è polemico: sostiene l'irregolarità dell'azione che ha provocato il penalty e rivendica un rigore non concesso al Catanzaro. Radice replica dicendo che Pellizzaro si è gettato a terra aspettando il fischio dell'arbitro e Graziani è dello stesso avviso: ''lo sono saltato per disturbare Pelllzzaro che è stato ostacolato più da Ranieri che da me e poi ha fatto la scena''. Torniamo alla partita. Subito il gol, il Catanzaro continuava a difendersi come aveva fatto sullo 0-0. Il Torino doveva sbattere la testa contro un muro: si giocava in una sola metà campo, brulicante di uomini e non c'erano varchi per sviluppare una manovra Incisiva. Santin e Gorin, per l'arretramento di Arbitrio e Nemo, che si alternavano nel disturbare gli inserimenti di Patrizio Sala, godevano di molta libertà e si spingevano spesso all'attacco, sfruttando le fasce laterali mentre Caporale, per evitare ulteriori ammassamenti, presidiava indisturbato la sua zona alle spalle di Mozzini che controllava l'evanescente Sperono, l'unica punta avversaria. La prima occasione era capitata (11') proprio sul destro di Santin che aveva Indirizzato al volo a fil di palo. Graziani era stretto nella morsa Ranieri-Maldera e cercava, altruisticamente, di creare spazio per i centrocampisti mentre Pulici era marcato strettamente da Silipo e Claudio Sala doveva impegnarsi a fondo per scrollarsi di dosso l'asfissiante e grintoso Nicolini. Malgrado che il rigore avesse sbloccato il risultato abbastanza presto, il gioco del Torino non fluiva con la solita ''verve'': la manovra era spezzata e il ritmo ne soffriva. Pecci, ostacolato da Braca e Improta, non sempre trovava sbocchi. Si battevano bene i due Sala, Zaccarelli ed i terzini Gorin e Santin, gli altri apparivano un po' sotto tono. Poi, di colpo, al 40', il pareggio, con l'unico tiro In porta effettuato sino a quel momento dal Catanzaro. Nicolini conquistava un difficile pallone e da fondo campo centrava: la palla, deviata dalla fronte di Claudio Sala, finiva sul sinistro del liberissimo Arbitrio che, con gran tiro imparabile da una ventina di metri, la spediva in rete a fil di traversa lasciando di stucco l'incolpevole Castellini. La situazione sembrava complicarsi ma il Torino aveva una magnifica reazione e al 43' ristabiliva le distanze. Claudio Saia lanciava sulla sinistra Gorin che crossava: Pulici, con uno stacco prepotente, svettava su Silipo e di testa Insaccava. Un gol bello ed importante quello di Paolino che, con il ''doppietto'', si avvicina ai quartieri alti della classifica dei cannonieri. Nella ripresa il Torino sembrava appagate, non spingeva a fondo ed il Catanzaro, in contropiede, si rendeva pericoloso, come al 6' con Nemo che, dopo una lunga cavalcata solitaria, concludeva a lato. Lo stesso Nemo all'8' accentuava, con un tuffo, le conseguenze di un contrasto con Patrizio Sala e l'arbitro, anziché il rigore, accordava la punizione in favore di Torino. Sempre su azione di rimessa, Nemo (22') sfiorava il pareggio con un tiro diagonale che lambiva la traversa e finiva fuori. Al 31' il gol della sicurezza per i granata che legittimava la loro superiorità tecnico-tattica: Silipo serviva involontariamente Gorin che centrava per Graziani; la palla perveniva a Pulici che di testa la smistava su Claudio Sala il cui violento sinistro s'Infilava fra il palo e II portiere tuffatosi nettamente in ritardo. Due minuti dopo Silipo era espulso per protesta. Al 35' si registrava il debutto del diciannovenne Cantarutti, un attaccante dal fisico possente.