WWW.ARCHIVIOTORO.IT
info@archiviotoro.it
errori@archiviotoro.it
Comunale
30/03/1980
h.15.30
TORINO - UDINESE 1-1 (0-1)
Torino
: Terraneo, Mandorlini, Vullo, Sala P., Volpati, Masi, Greco, Pecci, Graziani, Pileggi, Pulici (al 46' Mariani). A disposizione: Copparoni, Sclosa. All.: Rabitti.
Udinese: Della Corna, Osti, Catellani, Leonarduzzi, Fellet, Pin, Sgarbossa, Del Neri, De Agostini, Vriz, Ulivieri. A disposizione: Galli, Pianca, Arrigoni. All.: D'Alessi.
Arbitro: Longhi di Roma.
Reti: Vriz 10' (U), Graziani 48' (T).
Spettatori: 22.906 di cui 11.583 abbonati e 11.323 paganti.
Note: Giornata di splendido sole, terreno in condizioni ideali. Ammoniti Vriz e Osti per gioco scorretto, Volpati per proteste.
Cronaca
[Tratto da Stampa Sera del 31 marzo 1980]
Delusi, terribilmente delusi i tifosi granata: il Torino non è riuscito che a pareggiare contro la derelitta Udinese e può addirittura essere soddisfatto per questo striminzito risultato perché la partita si era messa malissimo, chiaramente in salita, ed il raddrizzarla è stata già un'impresa tutt'altro che facile. Dopo i brillanti risultati ottenuti negli'ultimi tempi, ci si aspettava dal Torino la conferma di vaste ed allettanti proporzioni contro un avversario che, sulla carta, era chiaramente inferiore. Ma il calcio, imprevedibile come sempre, ha voluto dare un'ulteriore conferma della sua imprevedibilità: l'Udinese se n'è uscita dal campo con l'onore delle armi ed il pareggio le sta addirittura stretto. Attenuanti, il Torino ne ha da vendere, se si pensa che mancavano Claudio Sala, Zaccarelli, Danova e Salvadori. In queste condizioni, ovviamente, non era la stessa squadra delle altre volte ed è giusto tenerne conto. Ma è altrettanto giusto sottolineare che nel calcio non si inventa nulla, quando vengono a mancare gli elementi essenziali: questa è una squadra in grado di ottenere qualsiasi risultato (e lo ha bellamente dimostrato due volte a S.Siro) ma che manca in modo abbastanza clamoroso nelle circostanze più facili. Rabitti non può inventare quello che non ha, manda in campo gli uomini che ha a disposizione, (come Pileggi e Greco) ed altri, come Volpati li deve spostare di ruolo creando parecchie complicazioni. Risultato: una squadra tremebonda, che forse ha patito il primo caldo, die ha giocato con la costante paura di sbagliare. In realtà, le è girato tutto storto, visto che ha incassato il gol dopo dieci minuti in circostanze abbastanza rocambolesche: ma una squadra con le carte in regola non avrebbe incontrato sulla sua strada tante difficoltà, avrebbe trovato nell'autorità e nel temperamento le armi per superare gli ostacoli Ma. appunto, il Torino non era questa squadra, aveva problemi praticamente irrisolvibili, originati anche dal nervosismo che cresceva con il passare dei minuti. L'avversario, che era diligente ma niente di più, non incontrava troppe difficoltà a contrastare l'azione granata e trovava anche la forza per impostare il contropiede, tanto da rendersi pericolosissimo in un paio di occasioni. Il Torino ha avuto il suo miglior momento all'inizio della ripresa, quando è entrato Mariani ed ha permesso a Graziani di segnare il gol del pareggio con uno dei pochissimi traversoni effettuati da Torino da fondocampo in tutti i novanta minuti Traversoni, per la verità, ce ne sono stati parecchi (quasi tutti ad opera di Patrizio Sala e di Pecci) ma tutti fuori misura, nel senso che erano perennemente preda del portiere dell'Udinese. Dopo il pareggio, il Torino ha gridato al calcio di rigore per un clamoroso fallo di mani di Osti che ha rischiato anche l'autorete, ma si è trattato semplicemente di un episodio che avrebbe spostato l'ago della bilancia a favore del Torino in modo non del tutto meritato. Perché è la squadra al completo che è mancata, anche se bisogna mettere nel conto le attenuanti di cui abbiamo parlato in precedenza. La mancanza di gioco è stata evidente, a riprova che nulla si crea, si inventa o si distrugge, nel mondo della chimica come in quello del pallone. Siamo nuovamente alla vecchia storia, ad aspettare che l'infermeria apra le porte a quanti sono costretti a riposare. Un giudizio, in queste condizioni sarebbe decisamente forzato e non corrisponderebbe alla realtÓ dei fatti Greco e Pileggi tanto per fare due nomi non sono stati all'altezza dei titolari. D'altra parte, se fossero più bravi di Zaccarelli e Claudio Sala, sarebbero stabilmente in prima squadra. Il deludente pareggio non è tutta colpa loro, ma è anche colpa loro. E si spiega abbastanza facilmente.