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Delle Alpi
26/09/1993
h.15.00
TORINO - GENOA 1983 2-0 (0-0)
Torino
: Galli, Sordo (al 27' Mussi), Sergio, Gregucci, Annoni, Fusi, Carbone, Fortunato, Silenzi, Venturin, Francescoli (al 57' Cois). A disposizione: Pastine, Aguilera, Poggi. All.: Mondonico.
Genoa 1893: Berti, Petrescu, Lorenzini, Caricola, Torrente (al 78' Murgita), Signorini, Vink, Bortolazzi, Nappi, Skuhravy, Ruotolo. A disposizione: Tacconi, Galante, Cavallo. All.: Maselli.
Arbitro: Cinciripini di Ascoli.
Marcatori: Silenzi 52', 83'.
Spettatori: 24.581 di cui 17.115 abbonati e 7.466 paganti per un incasso di 202.105.000 lire.
Note: Ammoniti Ruotolo, Gregucci, Annoni, Bortolazzi e Cois.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 27 settembre 1993]
Nappi non è Asprilla, e il Toro ha potuto dormire sonni tranquilli. Anche se avesse giocato tre giorni e tre notti, difficilmente il Genoa avrebbe trovato una via percorribile verso la porta di Galli. Il quale ha sentito un brivido ghiacciato lungo la schiena solo quando Bortolazzi ha fatto tremare palo e traversa alla sua destra (punizione al 57'). Poco, una miseria. Ma il problema (o dramma, come preferite) del Genoa e la fortuna del Toro è che Nappi (e oggi pure Skuhravy) non è nemmeno Silenzi. Sono infatti una prodezza da acrobata (51') e un tocco delicato come seta (82') del lungo attaccante romano a rimettere a posto le cose. Sì, quelle che si erano un po' scompaginate dopo l'insuccesso di Parma. Dove è stato più il nero colombiano che la squadra di Scala a fare la differenza. Ma il calcio è pure questo. E i due accostamenti iniziali tra il biondo attaccante genoano con Asprilla e Silenzi vogliono solo ricordarci un piccolo particolare che spesso sfugge alla gente: al di là degli schemi, dei segni fatti sulla lavagna dal tecnico per dare le migliori indicazioni tattiche, della difesa a zona oppure a uomo, è chiaro che il più delle volte vince la partita chi dispone dell'elemento più bravo a mettere in pratica certi concetti. Ed ecco che da una brutta partita spunta Silenzi. I tifosi del Toro avranno apprezzato le anticipazioni di Mondonico, il quale sabato scorso ha confessato di aver trovato nell'airone granata un uomo determinante, di peso e di carattere. Buona partita hanno disputato Annoni e Gregucci (Nappi e Skuhravy cancellati), bellissima prova ha fornito Fortunato (soprattutto dopo l'uscita per infortunio di Francescoli, al quale non si poteva chiedere di più visto che era all'esordio granata in forma ufficiale), stupefacenti delizie tecniche ha mostrato il trottolino Carbone, bene si sono comportati pure Fusi e Venturin, però senza Silenzi sarebbe stato difficile venire a capo di quel tappeto dalla trama fitta fitta e appiccicosa che Maselli ha srotolato davanti a Berti. "Ma che brutta partita", mormorava tra un tempo e l'altro un tifoso in tribuna. D'accordo. Ma provate a giocare contro il Genoa e ve ne accorgerete. Chi passa davanti alle maglie rossoblu non fa bella figura ed è come contagiato dal gioco sparagnino al massimo. Nessun anatema contro Maselli, per la carità, ognuno macina il grano che ha in mulino. E il Genoa, con uno Skuhravy irriconoscibile, con Nappi fumoso più che mai, con giocatorini come Bortolazzi e Ruotolo (peraltro fra i pochi sufficienti) che sembrano più veterani che ragazzi ambiziosi, e con una difesa stagionata e insufficiente perfino con Petrescu, può solo confidare in una drastica e rigorosa applicazione del pressing che mette fretta, molesta e annebbia le idee. Come è successo al Toro prima del gol del 51'. In tali circostanze, ci sarebbe voluto un penalty per sbloccare il match, un corner, una deviazione fortuita. Niente. E allora ci ha pensato Silenzi, con due prodezze appunto. Dunque, evviva Silenzi e chi gli ha dato fiducia. La partita del 1° tempo sembra il replay di Genoa-Napoli: un brutto enigma, un intruglio di ingredienti poco piacevoli, un labirinto in cui anche ragazzi di cervello fino come Francescoli, Venturin e Fortunato non trovavano orientamento. Il Toro ha cercato di verticalizzare con brillantissime iniziative del mini-Carbone o di sfondare con la potenza di Silenzi. Ma non era facile approvvigionarli perché: a) Francescoli non è a posto; b) a destra Mondonico perde subito (26') un Sordo che pareva ispirato; c) Sergio ha toccato decine di palloni utilizzandone come si deve solo un paio; d) il Genoa chiuso a doppia mandata. Uscito Francescoli (il Toro vinceva comunque 1-0) Mondonico ha dato scacco al gioco rossoblu con due mosse: avanzamento di Fortunato (fra i migliori) e innesto del valido Cois. Ma in concreto, se si eccettuano la punizione di Bortolazzi, la bomba di Annoni (62', fuori quadro di poco) e poche altre cosucce velleitarie, si sono dovute aspettare le prodezze di Silenzi. E dite poco.