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Delle Alpi
07/11/1993
h.14.30
TORINO - REGGIANA 2-0 (2-0)
Torino
: Galli, Cois, Sergio, Fortunato, Falcone, Fusi, Sordo, Osio, Silenzi (all'86' Aguilera), Carbone (al 75' Delli Carri), Venturin. A disposizione: Pastine, Sinigaglia, Francescoli. All.: Mondonico.
Reggiana: Taffarel, Parlato, Torrisi, Cherubini (al 61' Sartor), Sgarbossa, Accardi, Esposito (al 57' Ekström), Scienza, Padovano, Picasso, Morello. A disposizione: Sardini, Catanese, Pacione. All.: Marchioro.
Arbitro: Beschin di Legnago.
Marcatori: Silenzi 33', 45'.
Spettatori: 21.170 di cui 17.115 abbonati e 4.055 paganti per un incasso di 108.795.000 lire.
Note: Ammoniti Cherubini e Fortunato, calci d'angolo 9-7 per la Reggiana.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 8 novembre 1993]
Un Andrea Silenzi da Nazionale ha steso la "sua" Reggiana e il Torino è tornato al, successo, in campionato, dopo la lunga quarantena. Una vittoria più sofferta di quanto non dica il rotondo punteggio all'inglese. Due punti importantissimi contro la miglior Reggiana della stagione, in trasferta. E stupisce sia l'unica squadra di Serie A a non aver ancora vinto. Adesso, per potenziare l'attacco anemico ed affiancare a Padovano una punta vera, starebbe per prendere Darko Pancev. Se il "paracarro" macedone, che all'Inter ha trascorso una stagione e un pezzo da.. Turista, dimostrerà di non aver perso il fiuto del gol che aveva nella Stella Rossa, la Reggiana potrà tentare di sganciarsi dal penultimo posto, altrimenti la retrocessione sarà inevitabile. Al Delle Alpi è stata punita oltre i demeriti dalle prodezze del bomber granata al quale i tifosi emiliani avevano dedicato uno striscione grondante amore e nostalgia. Core ingrato? Macché! "Pennellone" ha semplicemente voluto dare ragione a Pippo Marchioro, il tecnico che l'ha valorizzato ed ha sempre creduto nelle sue qualità di bomber: ha imbracciato la doppietta, sparando su Taffarel due proiettili micidiali, uno di testa e l'altro di sinistro, nella porta maledetta, quella che a Italia '90, sul tiro di Caniggia, era costata al Brasile l'eliminazione dal mondiale per mano dell'Argentina di Maradona, autore dell'assist vincente. E anche ieri, un numero di Maradonino Carbone ha determinato la svolta. Suo il perfetto traversone che ha consentito a Silenzi di sbloccare il risultato nel momento più difficile per il Torino. Un minuto prima, Padovano aveva invocato un rigore per un intervento da tergo di Falcone sulla gamba dell'avversario che aveva il pallone davanti a sé: per Beschin tutto regolare. Se l'arbitro avesse concesso il penalty, sacrosanto, sarebbe stata dura per un Torino che accusava la fatica di Aberdeen contro una Reggiana tonica e ben organizzata, che aveva in Padovano l'uomo più in forma e pericoloso. Ma le iniziative di Padovano, Morello e Accardi non sono state confortate dal gol. Il Torino tutto italiano (solo nel finale, dopo aver già sostituito l'acciaccato Carbone con Delli Carri, Mondonico ha fatto entrare Aguilera per consentire e Silenzi di rifiatare e raccogliere l'ovazione del pubblico) ha potuto riorganizzarsi e colpire senza pietà. Silenzi ha tradotto in gol pesanti gli intelligenti inviti di Carbone e Osio. Rispetto al mercoledì di Coppa, Mondonico aveva inserito Sordo e Osio. Oltre alle assenze di Annoni, Mussi e Jarni, temeva le tossine scozzesi. Due forze fresche, non al top della condizione, che non bastavano a restituire smalto all'intera squadra. Qua e là si notavano smagliature, ma Fusi, restituito al ruolo di libero che predilige, puntellava una difesa che aveva in Falcone, bravissimo ad Aberdeen e molto meno ieri, e in Cois gli elementi meno in palla. A centrocampo, Fortunato teneva botta a Picasso e Venturin frenava Scienza ma per i due registi non era semplice rifornire le punte e mettere in azione Sergio che aveva il suo daffare con Esposito. Osio, tradito dalla frenesia, tardava a trovare il filone del gioco, e Sordo era in difficoltà con Accardi. Ci voleva un'azione da manuale di Carbone, dopo un paio di tentativi andati a vuoto, per fornire a Silenzi il pallone giusto. E il bis del gigante allo scadere del primo tempo rappresentava un solido conto in banca per una ripresa che, dopo un'occasione sprecata da Silenzi, vedeva la Reggiana, con Ekstroem al posto di Esposito dal 56', minacciare un paio di volte, con lo svedese e Padovano, il bravo Galli. Senza danni. I granata non erano in crisi di gioco né di identità solo perché avevano raccolto un punto in quattro giornate di campionato. E, anche se c'è voluta una svista di Beschin, il Torino ha dato ragione a Mondonico.