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Comunale
03/09/1989
h.16.30
TORINO - ANCONA 4-1 (2-0)
Torino
: Marchegiani, Mussi (al 59' Bianchi), Ferri, Enzo, Rossi, Cravero, Skoro, Romano, Muller, Policano, Pacione (al 75' Sordo). A disposizione: Martina, Benedetti, Lentini. All.: Fascetti.
Ancona: Vettore, Fontana, Vinicioni, Bonometti, Chiodini, Masi, Messersì, Gadda (al 66' Pellegrini), Ciocci, Ermini (al 62' Zannoni), De Martino. A disposizione: Piagnarelli, Deogratias, De Iuliis. All.: Cadé.
Arbitro: Piana di Modena.
Reti: Skoro 1', 87' (T), Muller 40', 77' (T), Ciocci 77' (A).
Spettatori: 30.298 di cui 13.274 abbonati (dato parziale, la campagna abbonamenti è stata prolungata sino a Torino-Pescara del 17.09.1989, più 17.024 paganti per un incasso non comunicato.
Note: Ammoniti Masi, Cravero e Policano. La rete di Skoro, segnata dopo nove secondi, è la rete più veloce della storia del Torino. Calci d'angolo 4-4. Giornata di cielo sereno e vento, terreno in perfette condizioni.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 4 settembre 1989]
Si puó chiudere un occhio sul passato, ma non sul presente. E con questo ragionamento, lucido e pratico, il Torino lascia alle spalle le amarezze di una tristissima retrocessione ed affronta la realtá che non consente alternative: l'Ancona va battuto ad ogni costo. E il gioco riesce alla perfezione, seppur macchiato da alcune considerazioni non positive e di cui diremo in seguito. E riesce grazie soprattutto alla differenza che sanno stabilire i due stranieri, Muller e Skoro. Il poker, infatti, é nei loro piedi, nel loro talento. E la curva Maratona, passionale e festosa come sempre, puó salutare nel migliore dei modi il ritorno al Comunale in serie B dopo 30 anni. Successo come allora, identico nella sostanza anche se diverso nella forma: quella volta fu un 5 a 0 sul Cagliari. Ma torniamo all'oggi. La partita non ha tempo di presentarsi, di spiegare al pubblico che l'Ancona é venuta a Torino con i suoi pesi leggeri (Messersì, Ciocci, Ermini, Bonometti) che fanno movimento da guastatori in mezzo al campo, lasciando a Chiodini, Fontana e Vincione il compito di porre argine davanti a Vettore. Non c'é tempo per guardasi attorno, trascorrono 9 secondi, meno di quanti ne ha impiegati Johnson nel giorno del record mondiale sui 100 metri, ed é giá 0-1 due stranieri entrano in azione: Muller calamita su di sé un paio di avversari e serve un pallone d'oro a Skoro, che trasforma con tocco radente. Schiuse le porte del paradiso, tutto sembra terribilmente facile per gli uomini di Fascetti. E invece, come forse é logico e come la stagione impone, nelle gambe di alcuni granata c'é ancora qualche tossina. Gli schemi soltanto a tratti divertono il pubblico. La squadra si allunga e manca di continuitá. Romano non brilla ancora in personalitá, Enzo necessita di tempo di rodaggio, mentre un altro uomo pesante come Policano porta troppo la palla. E non sempre Mussi aiuta il centrocampo come si conviene. E' anche per tali ragioni i palloni ricacciati fuori area da Ferri, Ezio Rossi e Cravero quando passano al setaccio del centrocampo subiscono un rallentamento. La squadra a volte presenta due tronconi, soffre e lascia spazi. Un Cravero (bravo, comunque) piú fluidificante forse avrebbe attenuato il problema. E' chiaro che l'Ancona, che fa anche pressing e movimento continuo a tutto campo, é di un evidente intralcio per i granata. I quali sono comunque piú solidi e dotati di maggiore esperienza globale. In difesa il solo Mussi, pur ricco di ottime doti, non sembra essere a posto fisicamente, mentre Cravero da serenitá a tutti. Il lavoro di Pacione, molto volenteroso, é piú che altro un sostegno ai reparti arretrati. Ad una conclusione di Policano (4') si oppone bene Vettore, Ermini tre minuti dopo risponde con una girata alta e Bonometti al 32' impegna appena Marchegiani, il quale para anche un destro di Gadda al 38'. Il portiere torinista ha corso il piú serio pericolo a causa di un alleggerimento di Ezio Rossi al 28' (palla sulla traversa ed autogol evitato). L'Ancona si muove bene fino alla tre quarti, ma é tanto bella quanto mconcreta al momento di finalizzare. Tutto risulta inutile se il gioco non passa per i piedi dei due stranieri in campo. E al 40' un corner di Skoro si trasforma in un colpo di testa di Muller, che arrotonda il punteggio indisturbato. L'entusiasmo é alle stelle, ma l'Ancona non meriterebbe questo passivo. La ripresa registra (57') un rigore non concesso da Piana a Ciocci, che é atterrato in area da Mussi. Vettore si oppone (74') al potente ma egoista Policano. Il resto é la sintesi dei gol, che completano una partita gradevole, con il Torino alla ricerca della forma in tutti i suoi undicesimi e con Romano, Mussi (poi sostituito da Bianchi), lo stesso Policano ed Enzo che cercano di inserirsi meglio nella formula che Fascetti ha preparato per loro. Quando peró entrano in scena Muller e Skoro, il bello diventa esaltante; e lo show di quei due é fatto di tocchi precisi, di scambi rapidi, di colpi di tacco e di conclusioni a rete improvvise. L'ordine delle reti dá ragione prima all'Ancona (segna al 76' Ciocci in girata su respinta di un granata), poi al Torino che, un minuto dopo, riporta le distanze ad un margine di sicurezza con un piatto sinistro di Muller su assist, dopo bell'assolo, di Skoro, al 77'. Un boato saluta l'ultimo capolavoro generato dai nuovi gemelli del gol granata: ancora scambio di cortesie, il tacco di Muller libera Skoro, che supera Vettore e far piú bella la festa